Il primo bambino nato tramite fecondazione artificiale compie 40 anni

I medici responsabili della riproduzione festeggiano un anniversario importante

Il 25 luglio 1978 è un giorno significativo nella storia della medicina che assiste la procreazione di bambini, perché questo giorno è nata Louise Brown, il primo bambino nato tramite fertilizzazione in vitro (IVF).

La sua storia commuovente in tutto il mondo inizia con il profondo desiderio dei suoi genitori John e Lesley di avere un proprio bambino, desiderio che non era possibile purtroppo realizzare in modo naturale. Nove anni hanno provato vanamente entrambi per avere un bambino. Fino a che il ginecologo Patrick Steptoe e il medico esperto di riproduzione Robert Edwards diedero speranza che il desiderio dei Brown si potesse avverare. Nel 1977 i medici riuscirono a fecondare l’ovulo e lo spermatozoo della coppia per mezzo di fertilizzazione in vitro fuori dall’utero. Una sensazione medica che è valsa ai dottori nel 2010 il premio Nobel. Milioni di coppie con problemi di fertilità potevano sperare finalmente di avere un proprio bambino grazie a questo nuovo metodo di trattamento. Oggi, 40 anni dopo, Louise è madre di due bambini nati in modo naturale e condivide le sue esperienze con persone interessate in tutto il mondo. Tiene presentazioni e ha persino scritto un libro sulla sua storia di vita. Grazie al suo impegno Louise cerca di fare luce sui disturbi che rendono non fertili e motiva le persone in tutto il mondo a ricorrere all’assistenza medica e a non abbandonare il progetto di avere bambini in futuro. Rappresenta la prova vivente che la medicina per la procreazione di bambini può aiutare a soddisfare il desiderio di avere un bambino in salute.

Per questo il 25 luglio rappresenta una data da festeggiare anche per VivaNeo. Diciamo: Happy Birthday Louise Brown!

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Più domande a Louise Brown

Cara signora, la Sua data di nascita rappresenta un giorno significativo per la storia della medicina riproduttiva e 40 anni fa ha rappresentato un evento sensazionale. La Sua nascita come prima persona concepita tramite fertilizzazione in vitro (IVF), ha dato speranza a milioni di persone che non riuscivano ad avere un bambino e ha dato il via ad una rivoluzione nel settore della medicina riproduttiva. Oggi Lei è madre di due bambini e si impegna attivamente a illustrare il tema IVF tramite la Sua storia. Siamo lieti di conoscere ulteriori dettagli su di Lei e sulla Sua storia particolare.

Quando ha saputo di essere stata concepita tramite IVF? Cosa Le hanno detto esattamente i Suoi genitori?

Allorché avevo quattro anni i miei genitori si sono seduti accanto a me e mi hanno mostrato il film della mia nascita. Mi hanno semplicemente detto che mia mamma aveva avuto bisogno dell’aiuto di Robert Edwards affinché potessi venire al mondo. Adesso il film è disponibile su YouTube – consiglio anche a Lei di vederlo! All’epoca stavo per iniziare ad andare a scuola e i miei genitori erano consapevoli che l’argomento sarebbe venuto fuori. Credo che avessi circa 10 anni quando ho iniziato lentamente a realizzare il significato della cosa. Non penso che i miei genitori si sarebbero mai immaginati questo sviluppo della IVF. Secondo le ultime stime nel mondo ci sono nel frattempo circa otto milioni di bambini concepiti grazie alla IVF. Io mi ritengo una persona normalissima, con un lavoro, un marito, due bambini e sinceramente mi spaventa un po’ sapere che tante persone al mondo mi conoscono.

Ci racconti la Sua storia – Come è stato per Lei crescere sapendo di essere la prima persona concepita con fecondazione artificiale?

Dopo avere viaggiato insieme per anni, i miei genitori mi hanno tolto dalla luce dei riflettori per consentirmi di condurre una vita normale. Passo la maggior parte del mio tempo a lavoro o con la mia famiglia e all’improvviso ricevo una richiesta dalla carta stampa o un invito di una clinica IVF o arriva uno studente che desidera farmi alcune domande. Oggigiorno ho qualcuno che si occupa di queste richieste che giungono da tutto il mondo. Con il quarantesimo compleanno sono giunti inviti da quattro diversi continenti. Sul posto ho potuto constatare con i miei occhi l’enorme lavoro che viene svolto per aiutare le persone con problemi di fertilità. Ho scritto un libro su tutta la storia di ciò che è successo alla mia famiglia. Volevo che le persone potessero leggere tutte le cose strane che abbiamo vissuto e di conseguenza ancora oggi viviamo e come il mondo ha reagito alla mia nascita. Il titolo del libro è: „Vierzig Jahre IVF - Mein Leben als erstes Baby aus dem Reagenzglas (Quaranta anni IVF- La mia vita come prima bambina nata da una provetta di vetro)“. La maggior parte delle persone sono gentili e cortesi ma di tanto in tanto leggo anche commenti negativi sulla IVF, soprattutto online.

Lei si impegna molto a spiegare in cosa consiste la IVF e nell’assistenza delle coppie che desiderano avere un bambino – Alla luce delle Sue esperienze, che contributo può offrire alle persone che desiderano avere un bambino?

Mia madre ha sempre fermamente creduto di avere un bambino. Anche se la tecnica prima non lo aveva permesso, nutriva sempre speranza e non hai mai smesso di crederci. Ha sempre detto che questo atteggiamento l´avrebbe aiutata. Posso solo dire una cosa alle persone: non smettete mai di credere che riuscirete anche voi a realizzare il vostro desiderio.

Cosa pensa? In quale misura la Sua storia reale ha influenzato positivamente altre persone?

In realtà sono i miei genitori che meriterebbero tutte le lodi e attenzioni. Io non ho fatto niente, a parte venire al mondo sana! Quando si parla di IVF si fa sempre prima il mio nome, quando invece i veri pionieri di questa storia sono Robert Edwards, Patrick Steptoe, il suo assistente Jean Purdy e i miei genitori, Lesley e John Brown. Sono stati tutti loro a cambiare insieme il mondo.

Signora Brown, La ringraziamo di cuore per averci dedicato del tempo a rispondere alle nostre domande. Tantissimi auguri per il Suo compleanno e Le auguriamo per il futuro ogni bene e tanta felicità con la Sua famiglia!

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